Le batterie dei nostri moderni SmartPhone, così come quelle delle nostre Tesla o dei nostri computer portatili, si sono evolute molto negli ultimi anni – o meglio – è tutto quello che sta intorno alle batterie ad essersi evoluto: il delicato ecosistema elettronico che ne regola il funzionamento, dal livello di carica alla temperatura.
Dunque per capire se e quanto soffrono la ricarica le batterie, dobbiamo partire dal caricatore:
Il caricatore:
Forse questo è l’elemento che si è evoluto di meno negli anni, anche se si chiama SuperCharger V3.0: il caricatore ultrarapido di Tesla altro non è che l’insieme di diversi caricabatterie di bordo delle vetture, sistemati in un armadio e connessi in parallelo: la loro evoluzione è passata da un graduale aumento della potenza, al sistema di raffreddamento dei cavi che ha permesso di alzare i livello di ricarica intorno ai 250kW per Tesla e ben 350kW (ma a 800Vcc) per Ionity (attualmente potenza ancora non supportata appieno da nessuna vettura). Ecco dunque che l’evoluzione più importante del caricabatterie Tesla è proprio il suo sistema di raffreddamento.

Il nuovo cavo di ricarica SuperCharger (sulla sinistra) raffreddato a liquido (qui in versione americana)
Dunque è sempre questione di temperatura: il cavo, i caricabatterie che compongono il SuperCharger, la batteria ed i suoi componenti.
Il raffreddamento previene danni e permette di usare cavi di minore spessore, guardate infatti l’immagine qui sopra: verrebbe da pensare che la versione più potente del cavo Tesla sia quella sulla destra – più possente – ed invece no, il nuovo standard ultra potente da 250kW raffreddato ad acqua è quello sulla sinistra!
Uno degli assunti che dobbiamo assolutamente tenere in considerazione è che più la batteria è grande, meno soffre: immaginate la batteria come una grande spugna, più essa è in grado di assorbire acqua, meno soffrirà grandi portate di acqua. Allo stesso modo, può capitare che la spugna sia secca (calda o fredda nel caso della batteria), e dunque meno capace di assorbire energia, che andrà o limitata e nel caso ad esempio di una batteria troppo fredda, non sarà possibile effettuare subito una carica ultrarapida – la batteria verrà riscaldata prima da parte di quell’energia – n’è potrà erogare una grande quantità di energia. Diversamente, un spugna abbastanza umida assorbirà piu velocemente il “fusso d’acqua”, ecco che la batteria funzionerà bene, assorbendo al meglio energia.
Il processo di scarica, anche rapida, andrebbe visto come una spugna strizzata che però dobbiamo evitare che si secchi (troppo scarica)