A dire la verità, sapevamo tutti che un pick-up di quasi sei metri, a parte le sterminate praterie del Midwest, è poco pratico. E, per quanto ecologicamente sostenibile, ha qualche serie difficoltà ad inserirsi nel mercato. Forse lo sapeva benissimo anche Elon (che alla prima guidata del prototipo aveva travolto qualche conetto per la strada, non rendendosi conto di quanto la coda fosse lunga) e nella lunga intervista con Jay Leno (qui) si era ipotizzato che la versione definitiva avrebbe potuto essere un po’ più compatta e magari disponibile in due taglie, come avviene per la maggior parte di pick up in USA. Come opzione verrà offerta anche una variante con i pannelli solari: circa 4 metri quadrati di celle potrebbero garantire un’autonomia in una giornata di sole di 40 o 50 km.
Il design potrebbe subite leggere modifiche ora che sul prototipo sono state effettuate le prescritte rilevazioni per i crash test e per la salvaguardia dei pedoni e dei ciclisti, ma nulla che alteri del tutto la incredibile fisionomia del mezzo; forse solo un leggero addolcimento degli angoli fra parabrezza e tetto.
Per il Cybertruck la Tesla sta costruendo una giga fabbrica ad Austin (Texas) che procede molto speditamente (anche se non come la Giga Berlin) investendo 1,1 miliardi di dollari, e si prevede la produzione possa essere avviata entro l’anno, per soddisfare l’enorme domanda per il veicolo, che ha raccolto centinaia di migliaia di ordini, visto anche il prezzo molto conveniente della versione d’ingresso (39.900 dollari) che però non sarà la prima ad essere prodotta. La versione definitiva del Cybetruck sarà presentata verso fine aprile ma le consegne (negli USA) slittano alla primavera 2022. Per l’Europa, naturalmente, non ci sono date certe.
